lunedì 1 settembre 2014

Chiuso per ferie

Oggi (in realtà sto parlando dell'altro ieri, 31 agosto) abbiamo deciso per una giornata un po' da svacco.
Ieri sera (30 agosto) tanto per cambiare, abbiamo preso al volo il momento del tramonto sulla meta della giornata, in questo caso il Bryce Canyon.
Una distesa sconfinata di pinnacoli rossi che sembrano quelli fatti lasciando cadere dalle dita, rinchiuse a cono, la sabbia bagnata in riva al mare.



Percorriamo il sentiero che parte dal Bryce Point ed imbocchiamo poi il loop Navajo che arriva al Sunset Point. Il sole a picco, nonostante l'altitudine di un senso di sollievo dal caldo, ci cuoce quel poco di cervello che ci è rimasto.



Il paesaggio è così strano che sembra addirittura finto. Tutto attorno, pinnacoli, creste, fori nella roccia, anfratti stretti e bui,



sono attraversati da questa pista che a volte sale vertiginosamente attorcigliata in mille tornanti.


E' domenica e,  ai soliti giapponesi con il mitra digitale e le ballerine ai piedi, si aggiungono un sacco di turisti della domenica che, per fortuna, si limitano a sparare le raffiche di foto dal parapetto dei parcheggi.

Lo svacco vero prende il sopravvento alla fine del giro, quando, cotti a puntino, decidiamo di rinunciare a qualsiasi altra impresa e di tornare al nostro paesino da cowboy, Tropic, a riposare nella nostra casetta di legno (qui sono comuni, le chiamano cabins).
Tra un caffè espresso fatto all'americana, in pratica tre espressi allungati con acqua, docce e cazzeggi vari e, soprattutto,  tre lavatrici di cose sporche miracolosamente depurate dall'acqua santa di questo posto, facciamo arrivare l'ora di cena e svanire qualsiasi voglia di immortalare un altro tramonto.

Poi, per dirla tutta, neanche l'alba di domani ci vedrà partecipi.

Abbiamo deciso di provare una cavalcata in un posto qui vicino e alle 8.30 c'è il cowboy pick up. Non possiamo arrivare già stanchi.
Speriamo solo che non sia una turistata…


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