mercoledì 3 settembre 2014

Il limite K-T (La luna l'é ona lampadina)

L'inizio di giornata avrebbe anche avuto un istinto nobile: la ricerca del limite K-T.

Nulla di legato alla matematica, niente panico!

Avevo letto di questo limite K-T tanti anni fa in un libro di un fisico americano di origine spagnola, Louis Alvarez premio Nobel per alcune ricerche sulle particelle elementari.
Alvarez  diventò ancor più famoso per aver associato la anomala presenza di iridio in un particolare strato di sedimenti rocciosi al deposito delle scorie di un enorme nuvola gassosa provocata dall'impatto tra la Terra ed un grande asteroide

La nube di gas oscurò la luce solare per una decina d'anni al punto di provocare l'estinzione dei dinosauri depositandosi poi su tutta la crosta terreste.
Tracce di questo strato scuro di sedimenti sono infatti presenti da Gubbio al Colorado, dalla Tasmania alla Siberia.

La teoria di Alvarez risultò, fin da subito, scientificamente molto più solida di altre come quella che associava l'estinzione dei grandi rettili alle loro flatulenze (non so perché ma mi è venuto in mente Chief…)

Oggi noi cercavamo lo scuro strato K-T qui, tra i mille strati di colore diverso che compongono le montagne di questa zona.



Forse non abbiamo guardato bene, forse eravamo distratti da altro, fatto sta che non l'abbiamo visto e per di più abbiamo anche mancato l'uscita che portava ad un sito con le orme di dinosauro. 
Chi mi conosce sa che questa delle orme è una storia che mi prende molto.

Fallita così miseramente la missione scientifica, abbiamo prontamente ripiegato su una più prosaica giornata commerciale nell'ossimoro di Las Vegas.
Dico ossimoro perché questa città è una "copia originale" di tante città, da Parigi a New York, da Londra a Venezia.



Il Las Vegas Boulevard è pieno di palazzi finti, ma talmente finti da essere unici, originali appunto. 




In mezzo al brulichio di persone, l'odore familiare di erbe medicinali e la ricomparsa dei barboni ci riporta improvvisamente in una America che per un po', sopraffatti dalle bellezze naturali, avevamo dimenticato.

I ragazzi, ovviamente, sono entusiasti, Tutti e due non vedono l'ora di tuffarsi a fare acquisti in uno dei centri commerciali che infestano la città.
Ne visitiamo due, il Miracle e il Fashion Show con risultati devastanti, ma non troppo.

Nel primo il soffitto alto, è un cielo disegnato che ogni tanto tuona e lampeggia come fosse scosso da un temporale. Non mi stupirei se, tornandoci stasera, una luna-lampadina ci illuminasse una notte finta.

Devo però dire la verità. 

Mi aspettavo di uscire disgustato da questa esperienza, invece è tutto così talmente fuori dalle righe che riesce ad essere addirittura piacevole, al punto che, anche lo spettacolo delle fontane di fronte al famosissimo Bellagio, sincronizzate con l'aria di "Con te partirò" cantata da Bocelli , riesce quasi ad entusiasmarmi.




Trascuro invece ogni commento sulla pena nel vedere tutta 'sta gente attaccata alle slot machine o ai tavoli da gioco. Noi che non siamo interessati, veleggiamo attraverso i casino senza fermarci, ma se uno avesse un debole per questo genere di cose, sarebbe impossibile sfuggire al richiamo delle migliaia di macchinette, roulette, black jack e chissà cos'altro, disseminate in ogni punto di questa città.




Due annotazioni, per finire.

La prima è relativa al fatto che, dentro i locali, nei casinò, ma anche in albergo, si può fumare e, a meno che tu non sia a diretto contatto con la sigaretta, il fumo non si sente.

La seconda è che fuori dai locali, per strada, c'è un caldo impressionante. Quasi insopportabile. Un po' sarà per il fatto che siamo in mezzo ad un deserto, per di più d'estate, un po' perché senz'altro un contributo lo danno i condizionatori e gli aspiratori che raffreddano e purificano i locali come frigoriferi medicali.

Fatto sta che camminare sui marciapiedi, all'aria aperta, è veramente un'impresa…  Mi viene d'obbligo completare la citazione...e mi son chi che cammini avanti e indré e me fann mal i pee, me fann mal i pee,  Lina…








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