mercoledì 3 settembre 2014

Sourdough Saloon

Della traversata della Valle della Morte da Las Vegas a Beatty, passando per i classici Dante's Point, Zabrinsky Point e Badwater Point (il più basso, 86 metri sotto il livello del mare) vi dirò meglio un'altra volta. Stasera sono troppo stanco per connotare bene le impressioni, a volte anche ansiogene, vissute attraversando questo paesaggio desolato.

Dico solo che mi  sono rimasti impressi, ancora una volta, i colori delle rocce (tutta la scala dei pastelli) ed il caldo, tanto, anche se non siamo mai andati sopra i 115° F (circa 46° C).
Scendere dalla macchina è stata sempre una sfida poco salutare.







Voglio invece spendere le poche energie a parlare della cena di stasera.

Come ho detto, siamo a Beatty, un paesino di 1000 abitanti ai piedi del Parco della Death Valley, sfortunatamente dalla parte sbagliata  rispetto a dove dobbiamo andare domani.
Non è che sempre la scelta tramite Internet sia la più azzeccata da un punto di vista della posizione geografica dell'albergo. Era già successo alla Monument Valley, dove avevamo cambiato al volo. Qui non c'erano molte possibilità e quindi ci siamo sobbarcati una  scollinata chilometrica del tutto in più, benché in assoluta solitudine.

Abbiamo approfittato della assoluta mancanza di traffico per "girare" una scena, a cui Luca teneva molto, in cui  surfa sul suo Penny agganciato al nostro camion con un aggeggio che lui stesso ha costruito partendo da un legno trovato a Zion.



Beh, tornando alla cena di stasera, visto che i posti in cui mangiare in questo paesino non sono molti, ci siamo infilati in un vero saloon frequentato prevalentemente dai locali.

Il Sourdough Saloon ha riempito la nostra serata con le siracche (in realtà innocue parolacce, rispetto alle mie, pura acqua fresca,,,) dei  ragazzi del posto che giocavano a bigliardo vicino a noi.



Nella sala del saloon, piena di slot, come ogni cesso nel Nevada, una folla rumorosa sovrastava urlando una musica rock sparata ad un volume insopportabile.
Le pareti in legno sono tutte ricoperte di banconote da un dollaro con la dedica e la firma.

Luca, che era quello che capiva più di tutti lo slang locale si è divertito come un pazzo.
Noi pure ed abbiamo anche mangiato bene (e speso poco).



E' come vedere una famiglia americana, ben disposta alle novità,  mangiare allegramente  in un bar di Caselle nel momento di euforia dopo una vittoria dell'Hellas.

Vedi come, a volte, sbagliare strada ti porta dritto al posto giusto.







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